{"id":94,"date":"2018-08-19T08:18:29","date_gmt":"2018-08-19T08:18:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/?page_id=94"},"modified":"2019-07-10T23:01:44","modified_gmt":"2019-07-10T23:01:44","slug":"economia-internazionale-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/language\/it\/economia-internazionale-2\/","title":{"rendered":"Economia Internazionale"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Introduzione<\/em><\/p>\n\n\n\n<ol><li><em>Il problema della\nduplicazione<\/em><\/li><li><em>La fluttuazione dei saggi di cambio<\/em><\/li><li><em>I pagamenti internazionali e le\nleggi macroeconomiche<\/em><\/li><li><em>Il pagamento degli interessi netti\nsul debito estero<\/em><\/li><li><em>La crisi del debito sovrano<\/em><\/li><li><em>La riforma del sistema dei pagamenti\ninternazionali<\/em><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><em>Introduzione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:0\" class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le monete nazionali fossero sostituite da\nuna moneta unica, non vi sarebbe nessuna differenza sostanziale tra i pagamenti\neffettuati tra residenti di un solo paese e quelli attuati da residenti di\npaesi diversi. L\u2019esistenza di un unico \u2018spazio\u2019 monetario convoglierebbe tutti\ni pagamenti in un\u2019unica categoria e toglierebbe ogni specificit\u00e0 ai pagamenti\ninternazionali. L\u2019unificazione monetaria planetaria \u00e8 per\u00f2 ancora molto lontana\ne la presenza di monete nazionali diverse pone il problema della loro\ntrasformazione in un\u2019unit\u00e0 di misura comune. Si tratta insomma di rendere\ncommensurabili le monete emesse da sistemi bancari diversi. Cos\u00ec formulato, il\nproblema ricorda da vicino quello che si presenta in campo nazionale tra le\nmonete emesse dai diversi istituti bancari che operano sul territorio. Ogni\nbanca emette moneta riconoscendosi spontaneamente debitrice nei confronti dei\nsuoi clienti. Il riconoscimento di debito di una banca \u00e8 per\u00f2 eterogeneo\nrispetto a quello di ogni altra banca. Il passaggio dall\u2019eterogeneit\u00e0\nall\u2019omogeneit\u00e0 delle monete emesse all\u2019interno di un medesimo paese \u00e8 garantito\ndal sistema della compensazione interbancaria gestito dalla banca centrale. In\ncampo internazionale un sistema analogo non esiste e il problema\ndell\u2019eterogeneit\u00e0 delle monete emesse dai vari paesi non ha ancora trovato una\nsoluzione soddisfacente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019inflazione di origine internazionale alla\nduplicazione, dall\u2019instabilit\u00e0 dei saggi di cambio alla fuga dei capitali,\ndalle discrepanze della bilancia dei conti correnti globali a quella dei conti\nfinanziari e dei capitali, dalle crisi finanziarie al duplice pagamento degli\ninteressi sul debito \u00e8 un susseguirsi di anomalie che possono essere spiegate\nsolo a partire dalle leggi macroeconomiche riguardanti il sistema dei pagamenti\ninternazionali. La principale di queste leggi concerne l\u2019identit\u00e0 tra gli\nacquisti e le vendite di ogni singolo paese. Si tratta della trasposizione in\ncampo internazionale della stessa legge sulla quale si reggono i sistemi dei\npagamenti nazionali. Ci\u00f2 non sorprende, perch\u00e9 anche i pagamenti tra paesi\nrichiedono l\u2019uso veicolare di una moneta bancaria. L\u2019applicazione del principio\ndella partita doppia ai pagamenti internazionali comporta il simultaneo\naddebito e accredito dei paesi implicati. Il significato di questa duplice\nregistrazione \u00e8 chiaro: la moneta \u00e8 un flusso e svolge la funzione di un\nsemplice veicolo numerico. Siccome la moneta \u00e8 il mezzo con il quale vengono\neffettuati i pagamenti e non l\u2019oggetto dei pagamenti medesimi, ogni paese deve\nfinanziare i propri acquisti mediante vendite equivalenti e simultanee. Per\nesempio, un paese che importa beni e servizi per un ammontare superiore alle\nsue esportazioni commerciali, deve finanziare il disavanzo della sua bilancia\ncommerciale con una vendita netta di titoli. Se ci\u00f2 non accade, se il paese\nignora la legge degli acquisti\u2013vendite e paga trasferendo una somma di moneta,\nla legge ha comunque il sopravvento, ma il suo mancato rispetto porta alla\nformazione di una patologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>1. <em>Il\nproblema della duplicazione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>1.1 La formazione delle eurodivise<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Consideriamo il fenomeno della duplicazione legato alla formazione delle\neurodivise. \u00c8 vero che \u00e8 ancora diffusa la credenza che esistano monete\noggettivamente \u2018forti\u2019 e monete \u2018deboli\u2019 e che in molti sono ancora convinti\nche il semplice pagamento monetario delle importazioni commerciali nette da\nparte di un paese la cui valuta \u00e8 considerata \u2018forte\u2019 sia sufficiente a\nsdebitarlo definitivamente. Ma come non riconoscere che, essendo di natura\ncontabile, la moneta non pu\u00f2 abbandonare il sistema bancario dal quale ha avuto\norigine? La sola osservazione delle scritture contabili tra il paese\nimportatore (a moneta \u2018forte\u2019) e il paese esportatore \u00e8 sufficiente per\nrendersi conto che il pagamento implica il trasferimento di un titolo a un\ndeposito interamente costituito nel paese debitore e non quello di una somma di\nmoneta. Tuttalpi\u00f9 potremmo affermare che la moneta \u2018forte\u2019 \u00e8 usata in modo\ncircolatorio, per veicolare i certificati di deposito al paese esportatore.\nRiconoscere il fatto che non solo la moneta (il cui uso circolare fa s\u00ec che\nrifluisca istantaneamente al suo punto d\u2019emissione), ma anche il reddito\n(trasformato in capitale nel momento stesso in cui \u00e8 risparmiato) non possa mai\nabbandonare il proprio sistema bancario nazionale (il reddito-capitale non pu\u00f2 esistere\nche come deposito bancario), significa dover concludere che nessun pagamento\npu\u00f2 avere la moneta come oggetto. Se, ciononostante, le divise \u2018forti\u2019 sono\nequiparate a un attivo netto e incamerate nelle riserve ufficiali del paese\nesportatore (per essere poi investite sull\u2019euromercato), si assiste\nnecessariamente a un fenomeno di duplicazione che annulla istantaneamente il\npagamento delle importazioni nette. Com\u2019era stato tanto chiaramente denunciato\nda Jacques Rueff, siccome il reddito \u2018trasferito\u2019 al paese esportatore rimane\ndepositato nel sistema bancario del paese importatore, il presunto pagamento\naltro non \u00e8 che la cessione di un riconoscimento di debito. Le divise\nincamerate nelle riserve ufficiali del paese esportatore sono in realt\u00e0 un semplice\n\u2018pagher\u00f2\u2019. Riconoscendo loro lo statuto di un attivo netto, si duplicano\narbitrariamente i certificati di deposito: mentre quelli ai quali corrisponde\neffettivamente parte della produzione nazionale del paese importatore rimangono\nall\u2019interno di quel paese, gli altri circolano all\u2019esterno ed entrano a far\nparte della massa delle eurodivise. La natura patologica di questi duplicati\nrisiede proprio nel fatto di non avere nessun contenuto reale e di essere, ci\u00f2\nmalgrado, accettati come oggetto di pagamento nelle transazioni internazionali.\nLa duplicazione avviene oggi quando a un paese \u00e8 consentito acquistare senza\nvendere (beni, servizi o titoli). Pagando i suoi acquisti netti trasferendo al\npaese creditore un semplice duplicato della propria moneta, il paese\nimportatore evita di cedere una parte equivalente delle sue risorse interne\n(presenti o future), ma provoca (involontariamente, l\u2019anomalia essendo\nimputabile all\u2019intero sistema dei pagamenti internazionali) la formazione di\nuna somma positiva di eurodivise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>1.2 Al di l\u00e0 della duplicazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di un sistema monetario nazionale, i pagamenti sono effettivi\nperch\u00e9 la moneta ha un contenuto reale che li convalida. Pur essendo tutti\neffettuati utilizzando la moneta, nessuno dei pagamenti interni ha come oggetto\nla moneta stessa. Ci\u00f2 che permette l\u2019effettivo pagamento delle transazioni\nnazionali \u00e8 il fatto che l\u2019emissione monetaria \u00e8 tutt\u2019uno con quella reale\ndella produzione. A livello internazionale nessuna moneta pu\u00f2 essere integrata\ncon una produzione che le sia propria; il contenuto reale dei pagamenti deve\nquindi essere derivato da quello della moneta dei paesi implicati nelle\ntransazioni. Com\u2019\u00e8 possibile, per\u00f2, che un paese invii a un altro parte del\ncontenuto della propria moneta visto che tutto il reddito nazionale \u00e8\nnecessariamente depositato nel sistema bancario del suo paese d\u2019origine?\nDobbiamo forse dedurne che nessun pagamento internazionale \u00e8 possibile?\nEvidentemente no, non fosse altro che per il fatto che le importazioni\ncommerciali di un paese possono sempre essere coperte da esportazioni\ncommerciali equivalenti. Ma in questo caso non si finirebbe per rimpiazzare i\npagamenti monetari con il baratto? Ancora una volta la risposta \u00e8 negativa; ci\u00f2\nche distingue un sistema monetario dal baratto essendo il fatto che in un\nsistema monetario internazionale la moneta (internazionale) rende omogenee le\nproduzioni nazionali (altrimenti destinate a restare fisicamente eterogenee e,\ndunque, incommensurabili). Inoltre, proprio l\u2019uso della moneta permette di\nandare oltre la compensazione degli scambi commerciali. Un paese pu\u00f2 infatti\npagare le sue importazioni di beni e servizi cedendo (sempre attraverso l\u2019uso\nveicolare della moneta) titoli finanziari, ossia cedendo diritti sulla sua\nproduzione futura. Il ponte tra presente e futuro al quale gi\u00e0 Keynes faceva riferimento\n\u00e8 di natura finanziaria ed \u00e8 reso possibile dall\u2019esistenza di un vero sistema\nmonetario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>2. <em>La fluttuazione dei saggi di\ncambio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>2.1 La moneta e i saggi di cambio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Da decenni gli economisti rincorrono il sogno di poter disporre di un\nsistema di cambi fissi, unanimemente considerato come il sistema migliore per\nincoraggiare lo sviluppo delle transazioni internazionali. Il ripetuto\ntentativo di creare un tale sistema (il <em>gold\nstandard<\/em>, gli accordi di Bretton Woods, il sistema monetario europeo), non\n\u00e8 per\u00f2 mai stato coronato dal successo. Immancabilmente, ci si \u00e8 visti\ncostretti ad accettare un sistema in cui i cambi sono lasciati (pi\u00f9 o meno)\nliberi di fluttuare e nel quale l\u2019incertezza e la speculazione contribuiscono\nad accentuare il disordine monetario. \u00c8 dunque di vitale importanza chiedersi\ncome mai i cambi fissi si siano ripetutamente dimostrati inaccessibili ai\nnostri sistemi dei pagamenti internazionali. La risposta \u00e8 facile: per poter\ndisporre di un sistema \u2018naturale\u2019 di cambi fissi \u00e8 necessario che nessuna\nmoneta venga trasformata in oggetto di scambio. Fino a quando le monete saranno\nidentificate con degli attivi netti, esse verranno scambiate le une contro le\naltre, in un sistema di cambi relativi sintomatico della loro intrinseca\ninstabilit\u00e0. Un sistema di cambi \u2018naturalmente\u2019 fissi \u00e8 un sistema in cui i\npagamenti internazionali non alimentano nessun mercato sul quale le monete\nvengono comperate e vendute come fossero merci particolari. Passare dai cambi\nrelativi a quelli assoluti significa passare dall\u2019instabilit\u00e0 alla stabilit\u00e0\ndei cambi, perch\u00e9 significa impedire che le monete siano oggetto di scambio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>2.2 Dalla fluttuazione erratica alla\nstabilit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eterogeneit\u00e0 delle monete emesse dai sistemi bancari di paesi diversi \u00e8\nun dato di fatto incontrovertibile. L\u2019integrazione delle monete nazionali in un\nunico spazio monetario non \u00e8 ancora una realt\u00e0 e sar\u00e0 difficile che i paesi\nsiano disposti a rinunciare, nel prossimo futuro, alla loro sovranit\u00e0\nmonetaria. Il problema, che la teoria economica dominante implicitamente d\u00e0 per\nrisolto, \u00e8 quello della convalida dei pagamenti effettuati tra paesi\nmonetariamente sovrani. Se il paese A paga il paese B, l\u2019operazione \u00e8 svolta in\nmoneta A e in moneta B. Affinch\u00e9 il pagamento avvenga nel rispetto dell\u2019ordine\nmonetario, \u00e8 tuttavia necessario che il paese A paghi in moneta A e il paese B\nsia pagato in moneta B. In altre parole, il problema da risolvere \u00e8 quello, gi\u00e0\nchiaramente individuato da Keynes, di convertire in moneta B il pagamento\neffettuato in moneta A dal paese A. La vera neutralit\u00e0 monetaria \u00e8 garantita a\ncondizione di disporre di un sistema in cui ogni pagamento internazionale\nimplica la conversione, gratuita, delle monete coinvolte nell\u2019operazione.\nEnunciato da Schmitt, il principio in grado di garantire questa conversione \u00e8\nquello dei cambi <em>assoluti<\/em>. Affinch\u00e9 i\npagamenti di un paese qualsiasi, A, si adeguino a questo principio, bisogna che\nla moneta del paese, MA, entri in un rapporto di cambio assoluto con la moneta\ndel suo partner commerciale o finanziario, MB. Questo rapporto implica la\ntrasformazione di MA in MB e la trasformazione <em>simultanea<\/em> di MB in MA. Va da s\u00e9 che se MA si cambia in MA,\nattraverso MB, il rapporto di cambio tra le due monete rimane invariato.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sistema di cambi \u2018naturalmente\u2019 fissi \u00e8 un sistema in cui i pagamenti\ninternazionali non alimentano nessun mercato sul quale le monete vengono\ncomperate e vendute come fossero merci particolari. Passare dai cambi relativi\na quelli assoluti significa passare dall\u2019instabilit\u00e0 alla stabilit\u00e0 dei cambi,\nperch\u00e9 significa togliere definitivamente le monete dal mercato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>3. <em>I pagamenti\ninternazionali e le leggi macroeconomiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>3.1. I cambi assoluti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi sessant\u2019anni, il lavoro di Schmitt\nha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell\u2019analisi\nmacroeconomica, arricchendola della teoria quantica e definendone le leggi\nlogiche. L\u2019applicazione di queste leggi alle transazioni internazionali consente\ndi identificare l\u2019origine delle patologie che colpiscono l\u2019attuale non-sistema\ndei pagamenti internazionali. Per evitare queste patologie bisogna introdurre\nuna riforma che modifichi l\u2019attuale struttura contabile dei pagamenti tra\nresidenti e non residenti, al fine di renderla compatibile con le leggi logiche\ndella macroeconomia internazionale. In particolare si tratta di passare da un\nsistema basato sul concetto di scambio relativo a uno diverso fondato sul\nconcetto di scambio assoluto. In campo internazionale ci\u00f2 significa passare da\nun regime di cambi relativi a uno di cambi assoluti \u2013 ossia da un regime che\nconsidera le monete come merci che si scambiano reciprocamente a un regime nel\nquale ogni moneta si scambia (o cambia) con s\u00e9 stessa. <\/p>\n\n\n\n<p>La natura della moneta non cambia, sia che i\npagamenti avvengano all\u2019interno di un medesimo spazio monetario o tra residenti\ndi spazi monetari diversi. In entrambi i casi, la moneta serve da veicolo\nnumerico al quale spetta il compito di convogliare i pagamenti reali. La moneta\ninternazionale, come la moneta nazionale, \u00e8 un flusso. Il pagamento in moneta\nha potere liberatorio solo perch\u00e9 la moneta ha un contenuto reale che, nel caso\ndei pagamenti nazionali, deriva dalla sua associazione alla produzione, mentre\nnel caso dei pagamenti internazionali proviene dalla sua sostituzione a una\nmoneta nazionale. Il cambio assoluto \u00e8 l\u2019operazione per la quale in ogni\npagamento internazionale una moneta nazionale si cambia con s\u00e9 stessa\nattraverso la moneta internazionale in un movimento circolare che consente lo\nscambio reciproco di beni reali tra i paesi coinvolti nella transazione. In\nsostanza non si tratta d\u2019altro che dell\u2019applicazione della legge degli\nacquisti\u2013vendite agli scambi internazionali. Il paese che acquista beni,\nservizi e\/o titoli deve finanziare il suo acquisto mediante la vendita\nequivalente e simultanea di beni, servizi e\/o titoli. Se ci\u00f2 avviene, la natura\ndella moneta\u2013flusso \u00e8 rispettata e nessun pagamento ha la moneta medesima come\noggetto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>3.2 I cambi assoluti e la sovranit\u00e0\nmonetaria<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>La riforma preconizzata dalla teoria quantica\nsi fonda sul rispetto delle leggi macroeconomiche e non presuppone la rinuncia\nalle sovranit\u00e0 monetarie nazionali. La soluzione adottata dai paesi membri\ndell\u2019Unione europea e monetaria \u00e8 troppo drastica per poter essere\ngeneralizzata. La rinuncia alla sovranit\u00e0 monetaria nazionale comporta\ndifficolt\u00e0 e svantaggi tali da compromettere seriamente anche il processo in\natto in Europa. \u00c8 quindi confortante sapere che gli stessi vantaggi ottenuti\ncon l\u2019adozione della moneta unica europea possono essere raggiunti senza\ncostringere i paesi all\u2019abbandono delle loro monete nazionali. La stabilit\u00e0 dei\nsaggi di cambio \u00e8 un corollario del regime dei cambi assoluti, un risultato che\nl\u2019uso veicolare della moneta permette di raggiungere senza dover introdurre\nalcuna misura restrittiva e a prescindere dal grado di convergenza economica\ntra i paesi che lo adottano. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>4. <em>Il\npagamento degli interessi netti sul debito estero<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>4.1 La duplicazione dei pagamenti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 Keynes era perfettamente cosciente della duplice natura, monetaria e\nfinanziaria, dei pagamenti internazionali. Per servire il suo debito di guerra,\nla Germania doveva poter disporre di un reddito interno, in moneta nazionale e,\nin sovrappi\u00f9, di un reddito esterno equivalente, necessario per convertirlo in\nvaluta estera. Il problema del duplice pagamento delle transazioni\ninternazionali \u00e8 dovuto all\u2019esistenza delle nazioni: \u00e8 a loro che spetta il\ncompito di convertire il pagamento dei residenti nella valuta dei creditori.\nFino a quando vi saranno le nazioni, i pagamenti esteri effettuati dai loro\nresidenti dovranno essere veicolati nello spazio internazionale, operazione,\nquesta, che spetta alle nazioni stesse in quanto rappresentanti dell\u2019insieme\ndei loro residenti. Siccome il duplice carico (residenti + nazione) riguarda\ntutti i pagamenti internazionali, \u00e8 possibile dimostrare che, grazie alla\nreciproca compensazione, l\u2019onere effettivo \u00e8 semplice in tutti i casi, tranne\nuno: il pagamento degli interessi sul debito estero. Mentre tutti i pagamenti\nrelativi alle esportazioni e alle importazioni commerciali e finanziarie sono\nreciproci, quello degli interessi sul debito estero implica un trasferimento\nunilaterale che, rendendo impossibile la compensazione, costringe il paese a\nsacrificare una somma di divise equivalente al reddito interno sacrificato dai\nsuoi residenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>4.2 Il duplice servizio del debito estero<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema del servizio del debito estero \u00e8 in tanto pi\u00f9 difficile in\nquanto paradossale. Sostenere che per pagare degli interessi passivi di x\nunit\u00e0, il paese indebitato e i suoi residenti siano costretti a sacrificare 2x\nunit\u00e0 del loro reddito, pare troppo assurdo per essere credibile. Eppure\nl\u2019osservazione dei fatti non lascia alternativa. Il debito contratto dal paese\nnon essendo riconducibile a quello di nessun residente particolare (il\ndisavanzo commerciale che indebita il paese non pu\u00f2 essere attribuito a nessun\nimportatore o a nessun esportatore particolare), non vi \u00e8 dubbio che il debito\ndebba essere onorato dal paese in quanto tale. D\u2019altra parte i residenti che\nbeneficiano del prestito in divise necessario per pagare le importazioni nette,\nsono tenuti a servirlo in prima persona. La duplice perdita di reddito\n(corrispondente al pagamento della nazione e dei suoi residenti) sarebbe\nevitata se i residenti pagassero il paese e il paese s\u2019incaricasse di pagare i\ncreditori esteri. Il servizio del debito rimarrebbe duplice, ma il sacrificio\ncesserebbe di esserlo, perch\u00e9 il reddito versato dai residenti lo sarebbe a\nfavore del loro paese e non pi\u00f9 a beneficio del resto del mondo. Oggigiorno il\nsistema dei pagamenti internazionali non riconosce esplicitamente l\u2019esistenza\ndelle nazioni e non dispone della struttura necessaria per impedire che il servizio\ndei residenti si aggiunga a quello del loro paese. In queste condizioni, i\npaesi indebitati si vedono costretti a rinunciare ai loro guadagni di origine\nesterna (attuali o futuri) per onorare un debito gi\u00e0 servito dai loro\nresidenti. Alla perdita delle divise si aggiunge quella dei titoli aventi come\noggetto un reddito interno equivalente. Per ristabilire la propriet\u00e0 sulla\ntotalit\u00e0 del loro reddito nazionale, i paesi indebitati sono cos\u00ec obbligati a\ncedere una nuova somma di divise, sacrificando un\u2019ulteriore parte del loro\nguadagno estero. Globalmente, supponendo che gli interessi sul debito siano di\nx unit\u00e0, per evitare che il suo debito aumenti a causa del mancato pagamento\ndegli interessi, il paese indebitato \u00e8 costretto a procurarsi (attraverso la\nvendita di beni, servizi o titoli) e trasferire al resto del mondo una somma di\ndivise pari a 2x unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mancato uso veicolare della moneta nei\npagamenti internazionali obbliga i paesi indebitati ad assumersi un doppio\npagamento degli interessi: reale e monetario. Se esistesse un vero sistema dei\npagamenti internazionali, il paese debitore D si limiterebbe a trasferire ai\ncreditori parte delle risorse interne generate dall\u2019investimento del capitale\nricevuto in prestito. L\u2019assenza di un tale sistema costringe il paese D a\nprocurarsi onerosamente il \u2018veicolo\u2019 necessario al trasferimento. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>5. <em>La\ncrisi del debito sovrano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>5.1 Il problema del debito estero<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro interessante campo d\u2019applicazione della teoria monetaria \u00e8\nrappresentato dallo studio del problema del debito estero. Come nel caso\ndell\u2019inflazione e della deflazione, l\u2019analisi tradizionale \u00e8 incapace di darne\nuna spiegazione soddisfacente. Analogamente a quanto avviene per i due\nsquilibri interni, il problema del debito estero sembra poter essere facilmente\nattribuito a fattori reali legati al comportamento degli agenti economici.\nL\u2019eccessivo indebitamento di un paese deriverebbe essenzialmente dal fatto di\navere troppo a lungo vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00e0, ottenendo\nprestiti che hanno oramai raggiunto livelli troppo elevati per poter essere\nrimborsati. Lo stesso FMI ha favorito il diffondersi di questo giudizio,\nattribuendo agli stessi paesi indebitati la responsabilit\u00e0 della situazione di\ncrisi nella quale si erano venuti a trovare. Sebbene questo giudizio sia poi\nstato modificato e la responsabilit\u00e0 ripartita tra i paesi indebitati e i paesi\ncreditori (che avevano eccessivamente incoraggiato la domanda di prestiti e\nperseguito una politica di alti tassi d\u2019interesse), l\u2019analisi del problema \u00e8\nsempre stata fondata sulle decisioni adottate dai vari gruppi di persone\nimplicate nella formazione e nel servizio del debito. In fondo, il debito\nestero \u00e8 quasi sempre stato considerato alla stregua dei debiti contratti tra\nresidenti di un unico paese, dimenticando che l\u2019esistenza di uno spazio\nmonetario comune a livello internazionale \u00e8 ancora estranea alla nostra realt\u00e0.\nProiettandosi in una realt\u00e0 al di l\u00e0 da venire, gli economisti suppongono che\nil mondo disponga di un vero sistema dei pagamenti internazionali e che\nl\u2019omogeneit\u00e0 monetaria sia un dato di fatto anche a livello internazionale. Se\ncos\u00ec fosse, il problema del debito sarebbe unicamente di natura finanziaria e\nsarebbe perfettamente corretto analizzare quello estero nello stesso modo in\ncui si analizzano quelli interni. Sfortunatamente, il sistema dei pagamenti di\ncui disponiamo oggi a livello internazionale \u00e8 ancora carente e l\u2019omogeneit\u00e0\nmonetaria un obiettivo al di fuori della sua portata. In queste condizioni, il\nproblema del debito estero non \u00e8 unicamente di natura finanziaria, ma anche\nmonetaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>5.2 Il debito sovrano come debito patologico <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi proposta recentemente da Schmitt\n(2014) e riguardante la formazione del debito estero \u00e8 un altro esempio delle\nscoperte rese possibili dalla macroeconomia quantica. Considerando il caso del\npagamento di un disavanzo globale finanziato da un prestito di origine esterna,\nSchmitt dimostra come l\u2019onere complessivo del pagamento sia due volte pi\u00f9\nelevato di quanto dovrebbe logicamente esserlo. La conseguenza di questa\nduplicazione \u00e8 la formazione di un debito che ricade sull\u2019intero paese e che ne\ndefinisce il vero e proprio debito sovrano. L\u2019importanza di questa scoperta\nrisiede nell\u2019immediata constatazione che il debito sovrano risulta essere\ntotalmente patologico. Ogni paese che finanzia i suoi acquisti netti\ncomplessivi, commerciali e finanziari, con un prestito ottenuto dal resto del\nmondo incorre infatti in un duplice pagamento, reale e monetario. Il pagamento\nreale implica una perdita di risorse interne delle sua economia nazionale che,\nal momento stesso della sottoscrizione del debito, cede una parte equivalente\ndella sua produzione futura. Il pagamento monetario definisce invece una\nperdita di divise dovuta alla necessit\u00e0 di pagare il resto del mondo (R) in moneta\nR. Siccome i due pagamenti sono additivi, il paese \u00e8 costretto a indebitarsi\nnonostante che la totalit\u00e0 dei suoi acquisti netti sia gi\u00e0 stata interamente\npagata dalla sua economia nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La formazione del debito sovrano \u00e8 l\u2019effetto\ndell\u2019assenza di un vero sistema dei pagamenti internazionali, che costringe i\npaesi in disavanzo a procurarsi onerosamente la moneta necessaria a veicolare i\nloro pagamenti reali. L\u2019onere del secondo pagamento ricade sul paese\nconsiderato come insieme dei suoi residenti ed \u00e8 sintomatico della natura\nmacroeconomica del debito sovrano. Non sorprende quindi che la scoperta della\nduplicazione che ne \u00e8 all\u2019origine derivi da un\u2019analisi che d\u00e0 il dovuto risalto\nalla componente macroeconomica dei pagamenti internazionali. Un\u2019analisi\nunicamente microeconomica non \u00e8 in grado di spiegare l\u2019origine delle patologie\nche colpiscono l\u2019attuale sistema (o non-sistema) dei pagamenti internazionali,\nperch\u00e9 si limita a considerare gli effetti microeconomici dei pagamenti\neffettuati dai residenti di un paese a favore di non-residenti, senza poterne\nindividuare le ricadute sul paese nel suo insieme. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ha finora\nimpedito alle teorie dominanti di capire come la formazione stessa del debito\nsovrano sia la manifestazione pi\u00f9 evidente di una patologia che costringe i\npaesi in disavanzo a imporre severe misure di austerit\u00e0 ai paesi i cui\nresidenti hanno, di fatto, gi\u00e0 interamente pagato le loro importazioni nette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>6. <em>La\nriforma del sistema dei pagamenti internazionali<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>6.1 I principi della riforma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>a) L\u2019uso veicolare della moneta internazionale<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso modo in cui gli agenti A e B sono\naccreditati e addebitati di una medesima somma di moneta nazionale, i paesi\ncoinvolti nei pagamenti internazionali devono esserlo in moneta internazionale.\nBisogna quindi che una banca sopranazionale (BS) intervenga come intermediario\ned emetta la moneta necessaria a veicolare i pagamenti tra paesi. Siccome non\nesiste alcuna produzione veramente internazionale, dovrebbe essere facile\ncapire che la moneta emessa dalla banca sopranazionale non pu\u00f2 in nessun caso\nidentificarsi a un attivo netto. L\u2019idea che BS possa creare la contropartita\nmonetaria delle merci scambiate a livello internazionale \u00e8 altrettanto\ninaccettabile di quella che una banca nazionale abbia la facolt\u00e0 di creare\nreddito. L\u2019intermediazione monetaria di BS \u00e8 un intervento istantaneo che\npermette di lanciare la moneta in un movimento circolare di flusso e riflusso\nmediante il quale i paesi si scambiano beni, servizi e titoli. Dal punto di\nvista contabile ci\u00f2 implica che nessun paese venga accreditato di una somma di\nmoneta internazionale senza esserne al tempo stesso addebitato. <\/p>\n\n\n\n<p>b) L\u2019applicazione della legge degli\nacquisti-vendite<\/p>\n\n\n\n<p>Non potendo finanziare alcun acquisto netto, la\nmoneta pu\u00f2 intervenire soltanto come semplice intermediario in operazioni che\nsiano allo stesso tempo acquisti e vendite. Nella sua formulazione pi\u00f9\nrigorosa, la legge degli acquisti-vendite stabilisce che ogni acquisto \u00e8\nfinanziato da una vendita e ogni vendita finanzia un acquisto (Schmitt 1975:\n33). Questa legge si applica a ogni agente economico. Ci\u00f2 significa che a\nlivello internazionale ogni paese finanzia i suoi acquisti attraverso vendite\nsimultanee e che le vendite di un paese determinano l\u2019ammontare dei suoi\nacquisti. L\u2019applicazione della legge degli acquisti-vendite a livello\ninternazionale non implica che ogni paese debba equilibrare la sua bilancia\ncommerciale. L\u2019uguaglianza tra esportazioni e importazioni commerciali non \u00e8\nuna condizione necessaria al rispetto della legge, che si applica all\u2019insieme\ndelle transazioni effettuate da un paese. Un acquisto netto di beni e servizi \u00e8\nfinanziato da una vendita netta di titoli finanziari e un acquisto sul mercato\nfinanziario \u00e8 pagato mediante una vendita su quello dei prodotti. La regola \u00e8\nquindi quella dell\u2019uguaglianza necessaria tra gli acquisti e le vendite di ogni\npaese sull\u2019insieme dei mercati. <\/p>\n\n\n\n<p>c) La creazione del paese come entit\u00e0 contabile<\/p>\n\n\n\n<p>Il paese non \u00e8 un\u2019astrazione priva di una\npropria identit\u00e0 economica. Per riconoscere l\u2019esistenza del paese \u00e8 per\u00f2\nnecessario andare al di l\u00e0 dell\u2019attuale bilancia dei pagamenti attribuendogli\nun\u2019identit\u00e0 contabile propria. La difficolt\u00e0 del problema non \u00e8 di natura\ntecnica, ma concettuale. Una volta capito che le nazioni non sono la semplice\nimmagine speculare dei loro residenti, le misure da adottare in pratica per\nattribuir loro un\u2019esistenza contabile sono molto semplici e immediate. In\nsostanza, esse convergono verso un unico scopo: incaricare la banca centrale di\ncreare e di gestire la contabilit\u00e0 del paese. I conti coinvolti nelle\nregistrazioni delle transazioni internazionali sono essenzialmente due: quello\nmonetario e quello finanziario. La prima misura consiste cos\u00ec nella creazione\ndei conti in cui devono essere registrate le operazioni d\u2019intermediazione\nmonetaria svolte dal paese per conto dei suoi residenti e in collaborazione con\nla banca sopranazionale. Essendole attribuito il compito di rappresentare il\npaese, \u00e8 la banca centrale che deve darsi gli strumenti necessari per svolgere\nil ruolo d\u2019intermediario monetario nell\u2019ambito dei pagamenti internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>6.2 La soluzione regionale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-light-gray-color\">.<\/p>\n\n\n\n<p>Applicata all\u2019Unione Europea, la soluzione regionale\n\u00e8 fondata sul recupero delle sovranit\u00e0 monetarie nazionali e sulla distinzione\ntra circuiti monetari nazionali e circuito monetario intercomunitario, dove la\ncircolazione interna \u00e8 totalmente assunta dalle unit\u00e0 nazionali e all\u2019euro\nspetta solo il compito di circolare tra i paesi dell\u2019UE (e non al loro\ninterno). Si ottengono cos\u00ec due importanti risultati: da un lato, la sovranit\u00e0\nmonetaria dei paesi membri \u00e8 garantita dall\u2019uso delle rispettive monete\nnazionali come unica valuta interna; dall\u2019altro, ogni pagamento intercomunitario\nviene effettuato facendo uso di un riconoscimento di debito (l\u2019euro) emesso da\nun&#8217;istituzione soprannazionale (la banca centrale europea) distinta da ogni\nelemento dell\u2019insieme degli acquirenti nello spazio comunitario. L\u2019uso di una\nmoneta nazionale quale mezzo di pagamento internazionale \u00e8 contraddittorio,\npoich\u00e9 ogni moneta nazionale rappresenta, per definizione, il riconoscimento di\ndebito del sistema monetario dal quale \u00e8 emessa. Per esempio, se pagate in euro\ntedeschi, le importazioni tedesche non sono pagate affatto perch\u00e9, al di fuori\ndei confini monetari nazionali, gli euro tedeschi definiscono il \u2018pagher\u00f2\u2019\ndella \u2018casa\u2019 Germania. Con l\u2019adozione dell\u2019euro come moneta soprannazionale si\npotr\u00e0 creare a livello europeo un sistema monetario che consentir\u00e0 l\u2019uso\nveicolare di una moneta che non sia quella di uno dei paesi membri.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo, si tratta di creare a livello\ncomunitario un sistema monetario simile a quelli esistenti all\u2019interno dei vari\npaesi membri dell\u2019Unione europea. Si tratta, cio\u00e8, di mettere a disposizione\ndei paesi membri una moneta \u2018centrale\u2019 il cui statuto sia analogo a quello\ndelle monete che le varie banche centrali nazionali mettono a disposizione\ndelle banche secondarie. Cos\u00ec come nessun pagamento tra banche secondarie si\nverifica usando la moneta emessa da una di esse, i pagamenti tra i paesi\ndell\u2019UE e tra questi e il resto del mondo richiede l\u2019uso veicolare di una\nmoneta che non sia quella di nessuno dei paesi dell\u2019UE. Inoltre, la banca\ncentrale europea deve poter svolgere la stessa funzione di camera di\ncompensazione che le banche centrali nazionali svolgono all\u2019interno del loro\npaese. Ci\u00f2 vuol dire che la BCE deve garantire l\u2019istantanea compensazione delle\noperazioni relative agli scambi intercomunitari effettuate dalle banche\ncentrali dei paesi membri dell\u2019UE. Mediante questo meccanismo di compensazione,\nla BCE render\u00e0 cos\u00ec perfettamente omogenee le monete nazionali dell\u2019Unione\neuropea, senza che nessun paese sia costretto a rinunciare alla sua sovranit\u00e0\nmonetaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Il problema della duplicazione La fluttuazione dei saggi di cambio I pagamenti internazionali e le leggi macroeconomiche Il pagamento degli interessi netti sul debito estero La crisi del debito sovrano La riforma del sistema dei pagamenti internazionali Introduzione . Se le monete nazionali fossero sostituite da una moneta unica, non vi sarebbe nessuna differenza sostanziale tra i pagamenti effettuati tra residenti di un solo paese e quelli attuati da&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/94"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/94\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":381,"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/94\/revisions\/381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.quantum-macroeconomics.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}